Care lettrici e lettori,
da giorni avevo in mente di inviarvi gli auguri di Buone Feste, ma non riuscivo a scriverli, perché mi venivano in mente le lacrime del ministro Elsa Fornero quando aveva dovuto esporre misure dolorose a scapito di chi, da troppo tempo, subisce i contraccolpi della recessione e l’idea di augurarvi Buon Natale e Felice Anno Nuovo mi sembrava quasi una presa in giro.
Diciamocelo apertamente: questo non sarà un Buon Natale per tanti (troppi) di noi. A quel punto ho capito che cosa volevo dire e ora ve lo dico.
Spero che chi ha causato la grave situazione economica che punisce i più deboli in Italia e nel mondo abbia un Natale di schifo.
Spero che i politici corrotti, che accumulano stipendi e prebende, incassano pensioni da capogiro, fanno leggi “pro domo” loro, fanno parte di cricche e caste intoccabili, intascano tangenti pulendosi le suole delle scarpe sull’onestà ridotta a zerbino, abbiano un Natale di schifo.
Spero che gli evasori fiscali, che sottraggono a tutti noi denaro e risorse, abbiano un Natale da schifo.
Spero che chi, per sete di denaro, inquina l’aria, l’acqua e il territorio, abbia un Natale di schifo.
Spero che chi corrompe ragazze e ragazzi, offrendo loro soldi e lustrini, invece che opportunità di studio e formazione morale, abbia un Natale di schifo.
Spero che ci sporca l’innocenza dei bambini, laico o religioso che sia, abbia un Natale di schifo.
Spero che chi istiga la gente a lapidare i più poveri tra i poveri, perché sono “negri”, abbia un Natale di schifo.
Spero che tutti quelli che mentono, delinquono, truccano bilanci, predicano la virtù e coltivano il vizio, abbiano un Natale di schifo.
Tra le mie poche, anzi pochissime, virtù ne riconosco una di cui non ho merito, perché mi è stata regalata dal Buon Dio: nel buio più fitto riesco a vedere uno spiraglio di luce e a credere fermamente che questa piccola luce diventerà un sole.
Con questa convinzione, auspico che:
Chi è senza un’occupazione possa riconquistare il diritto sancito nel primo articolo della nostra Costituzione che recita così: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Chi vive di pensioni vergognosamente umilianti, riceva ogni aiuto possibile.
Chi barcolla, trovi una sponda alla quale appoggiarsi.
ùChi è afflitto da un male devastante, possa guarire.
Chi soffre nell’anima, ritrovi la voglia di sorridere.
Chi incontra bambini infelici, gli insegni a giocare e a volare.
Chi si sente solo, riceva un caldo abbraccio.
Chi non conosce il bene dell’amicizia, incontri un amico.
Il significato più profondo del Natale, secondo me, è quello della rinascita di Gesù, un tipetto che, quand’era il caso, si arrabbiava di brutto e che, duemila anni fa, ha cambiato la storia del mondo. Vorrei che ognuno di noi rinascesse a nuova vita e tutti quanti smettessimo di considerare il Natale come un mercato godereccio, per trasformarlo in un mercato d’amore.
Finalmente, in questo senso, riesco ad augurarvi Buon Natale e buon 2012. Sono, e spero di continuare ad essere, la vostra
Sveva
