hp — Sveva Casati Modignani
 

Com’è nato un fenomeno editoriale

Da un articolo apparso su Panorama del 22 agosto 1983:

Niente paura siamo italiani
di Rachele Enriquez

“No”, disse una sera di tre anni fa a cena con alcuni amici e collaboratori Tiziano Barbieri, amministratore delegato della Sperling & Kupfer, “non esiste in Italia uno che sappia scrivere un bel romanzone, una di quelle saghe familiari che sanno fare così bene gli anglosassoni.” “E se ci provassi io?” chiese quasi per sfida Bice Cairati, ex cronista mondana che, insieme al marito Nullo Cantaroni, inviato di Salve, aveva già scritto per la casa editrice alcuni libri-inchiesta. Nasceva quella sera, quasi per caso, una scrittrice di successo: Sveva Casati Modignani. E’ questo infatti lo pseudonimo co cui i due giornalisti decisero di firmare il loro primo romanzo: Anna dagli occhi verdi, 300 mila copie vendute fino a oggi […]

Se si calcola che in Italia un romanzo di grande successo vende in media 50 mila copie e che a quota 100 mila (raramente raggiunta) si situano i casi letterari, Anna e i suoi occhi verdi sono appunto quel bestseller all’americana di cui Barbieri parlava come un miraggio. […]

Costruito con l’abilità di consumati scrittori, il libro mescola colpi di scena, intrighi, misteri, tradimenti, senza lasciar prendere fiato al lettore. Ma come hanno potuto due giornalisti con esperienze così diverse adattarsi di colpo al lavoro a quattro mani e diventare al primo tentativo la fortunata “ditta” Sveva Casati Modignani? “L’intreccio vero e proprio, i complotti, le perfidie, gli amori li butto giù io”, spiega lei. “E a me, quando torno dalla redazione, spetta il compito di limare la scrittura e di dare respiro a tutta la vicenda”, aggiunge lui. “La tecnica narrativa però l’ho imparata sulle pagine di Harold Robbins”, continua lei, “però ho sempre tenuto presente Collodi e la lezione di Pinocchio: una storia in cui, alla fine, i buoni vengono premiati e i cattivi puniti perché credo che la gente, almeno nei romanzi, voglia giustizia.”